Fudenji ed il territorio

Fudenji sorge all'ombra dell'antico Maniero dei Pallavicino, fra quelle colline che avevano visto il Beato Orlando De' Medici, singolare fidura di asceta, fra i boschi, fermo su una gamba sola a rimirare il sole di giorno e la luna di notte, in un lungo solitario silenzio, dal 1360 e per 26 anni, vestito di un solo abito.

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Le corre accanto il torrente Rovacchia, antico e capriccioso, che, di lì a pochi chilometri, a Fontanelle, non lontano dal centro del Boscaccio dove si può visitare il Museo di Giovannino Guareschi, si immette nello Stirone che una volta attraversava l’attuale Fidenza e sulla cui riva fu edificato uno dei più begli esempi di architettura romanica, il Duomo dedicato al Santo Martire Donnino che, decapitato, si dice vi abbia guadato l’altra riva tenendo la propria testa fra le mani.

Non lontano vi è Fidenza, tappa dell'antica Via Francigena che da Canterbury portava a Roma. La Via Francigena è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Fu soprattutto all'inizio del secondo millenio che l'Europa fu percorsa da una moltitudine di anime "alla ricerca della Perduta Patria Celeste". Questa via attesta infatti l'importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi (per ragioni penitenziali) con un percorso di 20-25 kilometri al giorno e portava in sé un fondamentale aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai Luoghi Santi della religione cristiana. È noto come tre fossero i poli di attrazione per questa umanità in cammino: innanzitutto Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, dove l'apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace e naturalmente Gerusalemme in Terra Santa. Il pellegrino inoltre non viaggiava isolato ma in gruppo e portava le insegne del pellegrinaggio (la conchiglia per Santiago de Compostela, la croce per Gerusalemme, la chiave per San Pietro a Roma). Va detto che queste vie di pellegrinaggio erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e che le stesse venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti.

La zona, inoltre è ricca di Rocche e Castelli molti dei quali possono essere oggetto di visite. I Castelli sono abitazioni, baluardi difensivi, centri di potere, sedi amministrative e politiche fino a quando nel 1545 divengono uno Stato.
Il Ducato di Parma e Piacenza nasce per volere di Papa Paolo III Farnese che unì Parma e Piacenza sotto un'unica corona per il figlio Pier Luigi. Ai Farnese, ai quali si deve il prestigio internazionale di questo Stato, succede nel Settecento la dinastia dei Borbone.
Con il Congresso di Vienna, riunito nel 1815, il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla viene assegnato all'arciduchessa Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone.
Alla morte dell'amatissima sovrana il territorio ritorna alla dinastia dei Borbone, fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1860.
Cultura, Arte e Ambiente, uniti ad una grande tradizione enogastronomica, costituiscono l'essenza di questa terra posta tra l'Appennino e il Po ad appena un'ora d'auto da Milano o a mezz'ora di volo da Roma.