Festività

Temborin-e

Messa in moto della Ruota del Dharma, 7 Gennaio

Ilre degli Shakya, Maestro impareggiabile, all’inizio concepì un atteggiamento di consacrazione al conseguimento della somma illuminazione per amore di tutti gli esseri viventi. Poi, allo scopo di realizzare questo voto egli accumulò grandi masse di meriti e di saggezza per tre infiniti cicli cosmici. Infine, in prossimità di Bodghaya, divenne perfettamente illuminato. A Varanasi mise in moto la Ruota della Dottrina delle Quattro Nobili Verità [prima occasione per i cinque famosi asceti], sul Picco dell’Avvoltoio mise in moto la Ruota della Dottrina dell’Assenza dei Segni – l’assenza nei fenomeni dei segni di un’esistenza reale – poi a Vaisali mise in moto la Ruota della Dottrina della Retta Discriminazione.
Approfondimento

Shakuson Nehan-e

Solennità del Parinirvana di Shakyamuni Buddha, 18 Febbraio

shakuson-nehan

Adagiato nella postura del leone è il Muni degli Shakya. Colui che nel bel mezzo della sua vita aveva completamente estinto nel suo cuore ogni desiderio, passione ed illusione, ora, dopo aver insegnato per quaranta cinque anni con tutta la sua grande Misericordia e Benevolenza la realtà della sofferenza, la sua origine, la sua estinzione e la Via che conduce alla sua estinzione, si spegne: “come una fiamma sulla quale soffia il vento, si spegne”. Nessuno sa dove quella fiamma sia andata, così svanisce il Perfetto in Misericordia e Conoscenza, liberato dal nome e dalla forma corporea. Scomparso non ha più forma: quello per cui lo si diceva esistente, non esiste più.
Approfondimento

(Il Nirvana di Buddha, Nehan-e, opera di Maria Kōjun Girelli Bruni, Fudenji 2006)

Shakuson Gotan-E

Solennità della Nascita di Shakyamuni Buddha, Domenica 8 aprile

La nascita del Signore Buddha

Appena nato, fra i fiori del giardino di Lumbini, il piccolo Buddha - i piedi ben piantati, il capo ben eretto - indica il cielo, indica la terra, esaltazione della natura divina, celeste e terrena dell’umanità e, fatti sette grandi passi verso settentrione, dice: Io
Gotan-E è la festa della natività. Discendendo dal cielo Tsushita, quello che sarà il Beato e dal mondo il più Onorato, entra nell'utero, nel grembo della madre.

Taisei-Ki

solennità di Mokudo Taisen Deshimaru Daiohoshō, Domenica 29 Aprile

Taisen Deshimaru Roshi

A Fudenji ricordato quale Taisei Yōsai Mokudo Taisen Daioshō, da molti è considerato il primo patriarca zen dell'occidente europeo. Arrivato in Francia a cinquantatrè anni, spende gli ultimi quindici anni della sua vita consumandosi nell'impareggiabile vocazione missionaria.

Festa del Vesak

Solennità della Nascita, del Risveglio e del Parinirvana di Shakyamuni Buddha, Domenica 27 maggio

seminario

Ryogon-e Keiken

Cerimonia di apertura dell’Ango estivo,
Domenica 10 Giugno

apertura ango estivo

Ryōso-ki

Solennità dei due Patriarchi fondatori dell’Ordine Zen Sōtō, Dōgen Zenji e Keizan Zenji, Domenica 30 Settembre

dogen-keizan

Dōgen Zenji (1200-1253) trasmise il Dharma dalla Cina al Giappone e fondò il Tempio Monastero di Eihei. Keizan Zenji (1268-1325), quarto Patriarca dopo Dōgen Zenji, fondò il Tempio Monastero di Sōji, aprendo la strada alla diffusione della Dottrina dello Zen Sōtō in tutto il Giappone.

Dōgen Zenji e Keizan Zenji ci hanno permesso di praticare lo Zen nella nostra vita quotidiana. Per noi sono rispettivamente padre e madre spirituali, nutrono la nostra fede e, insieme a Shakyamuni Buddha, li veneriamo come i due Patriarchi in un solo Buddha, ichi Butsu ryoso

Daruma-ki

Solennità di Bodhidarma, Domenica 7 Ottobre

daruma-ki

Bodhidharma, Shintan Shoso Engaku Daishi, ventottesimo Patriarca indiano e Primo Patriarca cinese, ricordato nella solennità annuale il 5 Ottobre, è padre della tradizione zen. Si narra che a più di cento anni arrivò in Cina e sedette per nove anni faccia al muro.

Go Kaizan-ki

Solennità del Fondatore e Primo Abate di Shōbōzan Fudenji, Narita Soden Shūyū Daioshō, Domenica 18 Novembre

soden-shuyu

Narita Shūyū Rōshi, nasce il 13 Aprile del 1914, primo erede nel Dharma di Sawaki Kōdō Rōshi (1880 - 1965) e 28º Abate di Todenji, Tempio Zen nella Prefettura di Akita, nel Nord del Giappone, che serve generosamente per 40 anni. Fedele e coraggioso testimone del Buddha-Dharma, lascia in Europa numerosi eredi coi quali fonda altrettanti Templi e Centri: il primo è Fudenji nel 1984.

Shakuson Jōdō-E

Solennità del risveglio di Shakyamuni Buddha, Domenica 3 dicembre

Risveglio di Shakyamuni Buddha

Shakyamuni, vedendo la stella del mattino, improvvisamente illuminato disse: Io, insieme alla grande terra ed ogni essere senziente, rivelo la Via!

Il Perfetto Risveglio di Shakyamuni Buddha, assolutamente inseparabile dal destino di ogni forma di esistenza, è riattualizzato incessantemente dalle nostre ferme posture dello zazen shikantaza. Quando “l’uomo si compiace in se stesso, è contento in se stesso e nel sé soltanto è soddisfatto, non ha più nulla da fare”.

Approfondimento

(Effige del Buddha che discende dalla montagna, tradizionalmente esposta per la celebrazione del Risveglio, Jōdō-e, opera di Luigi Scapini, Fudenji, 1999)

1 Gennaio

Shusho-e, tradizionale cerimonia di buon auspicio per il nuovo anno

Per informazioni e prenotazioni:
da lunedì a sabato 338-8594935 oppure 392-1019077

Shakyamuni, annunciatosi come figlio della prajna - madre di ogni Buddha - si offre alla morte come ogni uomo. Perdita incolmabile, quale Impari Maestro e Signore in Misericordia e Conoscenza, pianto da tutti, riapparirà agli inconsolabili discepoli come Corpo del Dharma, come Lui aveva promesso. E loro con ancora maggior fiducia e vigore, partiranno ed andranno per ogni dove ad annunciare e testimoniare il suo Dharma.

L'iconografia classica raffigura Shakyamuni Buddha che entra nel Mahāparinirvana disteso sul suo fianco destro, la testa sostenuta dalla mano destra. Dal lato della sua testa, quattro alberi dal fogliame rigoglioso, simboleggiano le quattro eccellenti qualità o virtù, shitoku, 四德:

  • jō, 常, eternità;
  • raku, 樂, gioia, felicità, beatitudine
  • ga, 我, la capacità di manifestarsi e fare ogni cosa a propria volontà, la personalità
  • yō, 淨, libertà da ogni impermanenza, la purezza.

Mentre dal lato dei piedi quattro alberi dal fogliame secco:

  • mujō, 無常, l'impermanenza
  • ku, 苦, la sofferenza
  • muga, 無我, l'assenza di sé
  • fuyō, 不淨, l'impurezza.

Alla fine della Rōhatsu Sesshin, celebriamo Jōdō-E, l’illuminazione di Shakyamuni. Anche se jōdō propriamente può voler dire illuminazione, è composto da dō, 道, la Via e jō, 成, diventare, manifestare, e in un certo senso anche realizzare.

E, 会, è semplicemente la riunione quindi la celebrazione. Quindi possiamo parlare di un’illuminazione che allo stesso tempo vuol dire: venire illuminati, illuminare qualcosa e auto-illuminare o illuminarsi. In effetti, anche se noi continuiamo a dire illuminazione, il carattere dō, la Via, ha ben poco a che vedere con un’illuminazione, ma piuttosto deve la sua connotazione principale all’azione, propriamente l’azione della stessa Via. Un ordine supremo, ma anche l’ordine di tutti i giorni come, per esempio, curarsi della propria igiene personale, la pulizia della propria casa…

Il Signore Buddha in un primo momento non ritiene di dover rivelare il Dharma, ritenendolo inaccessibile e ritenendo che non ci sia alcun uomo degno di tale straordinaria portata, ma in seguito si convince, in virtù della mediazione di un dio, di iniziare la sua predicazione, seppō, 説法. E’ ovviamente un artificio retorico per evidenziare la primarietà del suo Dharma. Il suo indugio, in realtà, è ben augurale, ma tanto è ben augurale, quanto sa tenere in seria considerazione la condizione umana, che, umanamente fatichiamo parecchio ad assumere.

In un primo caso si parla dell’esistenza dei fenomeni, nel secondo della non esistenza dei fenomeni e nel terzo dell’esistenza e della non esistenza dei fenomeni. Da questi tre enunciati hanno preso vita tutte le scuole alle quali noi apparteniamo. C’è una varietà di interpretazioni perché il Buddha, secondo l’abilità di ciascuno, la prima volta mette in moto la Ruota dicendo che tutto è vero e quindi occorre lottare, fare ascesi; nel secondo caso dice che nulla è consistente e, per evitare squilibri ed equivoci da una parte o dall’altra, mette in moto per la terza volta la Ruota del Dharma parlando di retta discriminazione. Ciò che la mente partorisce è patito nel corpo: ciò che si semina, si raccoglie. Dai frutti si vede la qualità dell’albero.