Fontanelle

Fontanelle

I l luogo è assolutamente guareschiano, originale e riconoscibile, come la terra e la gente descritta dalla felice penna dello Scrittore della Bassa. “Il territorio del comune arrivava, dalla parte di mezzogiorno, fino allo Stivone, un torrente da quattro soldi ma che correva tra due alti argini perchè andava a buttarsi nel grande fiume e, durante le piene, c'era il grave pericolo del rigurgito. Dall'altra riva del torrente incominciava il territorio del comune di Castelpiano e, in linea d'aria, tra il nostro borgo e quello di Castelpiano c'erano sette chilometri. Però, se uno voleva arrivarci per via terra, doveva sciropparsi quasi dodici chilometri”.
(G. Guareschi, “Gente così”)

 

 

Fontanelle

"Giù nella Bassa, Fontanelle è ancora intatto, come quando la Bassa era una esplosione di verde, pioppi, platani, tigli, alberi da frutta, filari di vite. Col passare degli anni, dal primo Novecento a oggi, l'hanno pelata e adesso è un piano da bigliardo perchè nei campi i trattori non vogliono ostacoli tra le ruote. Ma il paese non ha sacrificato nulla ai trattori e possiede ancora l'immensa ricchezza di un viale costeggiato da trecento tigli quasi centenari, color smeraldo. E ai lati del viale non ci sono subito le case ma campicelli coltivati a orto e a giardino."
Beppe Gualazzini Guareschi Editoriale Nuova (MI)

Fontanelle

“Ma le ville che si vedono laggiù sono cose serie: grosse case quadrate col pianterreno, il primo piano e poi i solai coi finestrini a fetta d'anguria. Le finestre hanno la loro brava simmetria e sono messe tutte per il verso dei cristiani, col lato più corto in basso perchè i cristiani sono tutti col lato più corto in giù e il lato più lungo in piedi”.
(G. Guareschi, “Don Camillo e il suo gregge”).