Il funambolo e il lanciatore di coltelli
Tiziana
Verde
Non dormo da un mese. Di notte, mi visitano pensieri
incoerenti, quasi li mandasse l’abitudine interrotta del
sonno.
Bevo birra per il caldo e vicino a me stanno Buddha e Gesù.
Non mi meraviglio di vederli insieme e mentre mi sono
davanti, capisco che è molto importante la loro età: Gesù è
un ragazzo, mentre Buddha ha quasi ottant’anni.
Gesù è un funambolo che lega una corda da un capo all’altro
del mare e ci cammina sopra. Buddha un lanciatore di
coltelli, che colpisce il centro di un invisibile
bersaglio, senza gesti superflui e senza nemmeno aprire gli
occhi.
Gesù è circondato da belle donne che lo lavano, profumano,
gli asciugano i piedi coi lunghi capelli scuri. Fa l’amore
spesso e con entusiasmo: - prendete e mangiate, questo è il
mio corpo -.
Buddha non sopporta neanche la moglie che gli dorme a
fianco e così, una notte, se ne va senza salutare.
Gesù è un bravo figlio: tutto come vuole papà, pure mentre
lo inchiodano.
Buddha non ha voglia di fare il contabile o il giudice di
pace, così manda suo padre a quel paese e se ne va nella
foresta a meditare sull’insensatezza.
Il giovane palestinese parla di fede, il vecchio kashmiro
di distacco.
Gesù annoda, moltiplica, fa crescere. Buddha taglia, slega,
ha il gusto della devastazione e perciò sta davanti al clan
massacrato, senza dispiacersi troppo perché sa che nessuna
legge è umana.
Gesù è uno che nelle cose ci crede fino in fondo. Buddha,
più scetticamente, avverte nel cerchio delle cause
un’infinita costrizione e stanchezza.
Gesù festeggia l’ultima sera con un banchetto, dove
consacra il pane e il vino. Buddha cena con dei funghi
avvelenati e gli viene sete.
Gesù suda sangue, prega e ha paura di restare solo. Buddha
si chiede che fine ha fatto quel fesso di Ananda e perché
non gli porta l’acqua.
Gesù è legato ad una croce, le mosche non gli danno requie,
fa caldo e ancora parla di regni celesti. Buddha non ha
nemmeno voglia di parlare, vede il mondo come un’ombra che
attraversa il cuore e quando si svuota, il cuore non
resiste.
Alla fine il ragazzo Gesù piange: - Dio perché mi hai
abbandonato? –
- Le cose non sono nemmeno al loro inizio! – pensa Buddha
con sgomento di fronte alle galassie di tempi e vite.
- Tutto è compiuto – rantola Gesù.
- Andrò – annuncia Buddha.
Comincia a piovere.
Sul lago, nella barca. È l’alba… Gesù rema e Buddha tira
grandi boccate di fumo, dal cannello della sua pipa.
- Ma cos’è poi questa realtà, kashmiro? –
- Una seccatura, ragazzo. Una seccatura. -
