FUDENJI, 27-29 GIUGNO 2025
Nel 2018 il rev. Thomas Shuichi Kurai – fondatore del Fudendaiko – muore prematuramente a causa di una grave malattia. Nonostante il poco tempo a sua disposizione prima della dipartita, si preoccupa di lasciare alcune volontà come per esempio un nuovo direttore del Fudendaiko, il rev. Shuji Komagata, oggi anche direttore di missione Zen Soto per le Hawaii. Il coraggio, la forza e l'instancabile lavoro del rev. Kurai si imprimono in modo indelebile nel giovane Alessandro Shuichi Antonicelli, monaco di Fudenji e leader del Fudendaiko, che anno dopo anno dal 2018 a oggi investe le sue migliori energie per onorarne la memoria. Oltre all'impegno nell'insegnamento dell'arte dei tamburi durante tutto l'anno – scuola che oggi vanta quasi un centinaio di allievi – sono state organizzate cinque edizioni del festival “La grande onda” tutte in memoria del rev. Kurai. Forte di alcune esperienze vissute in prima persona a Los Angeles e a Honolulu, Shuichi Antonicelli quest'anno ha voluto cimentarsi nella realizzazione a Fudenji del primo Obon festival d'Europa, tre giorni di eventi tra spiritualità, arte e musica aperti a tutti e realizzati grazie al contributo dell'8x1000 dell'Unione Buddhista Italiana. L'Obon è una festa tradizionale giapponese che si tiene durante il periodo estivo, dedicata al culto degli antenati. I templi, soprattutto buddhisti, diventano il centro di questa celebrazione. Viene montato un alto palco (櫓 yagura) sul quale i suonatori di taiko ritmano canti tradizionali mentre la comunità dei fedeli balla antiche danze chiamate Bon Odori 盆踊り. La particolarità risiede nel fatto che ogni tempio usa musiche, canti e balli unici perché legati alla storia e agli abitanti del luogo. Grazie anche a una base ritmica registrata dal rev. Kurai sul letto di morte, il raffinato compositore giapponese Shunsuke Kimura ha potuto creare due brani musicali per questo Obon, Fudenji Bonbaiashi Kibo e Fudenji Bon no mai e la celebre performer e coreografa Chieko Kojima – entrambi presenti in questa occasione – creare la prima danza originale di Fudenji.
L'evento è stato reso possibile anche grazie alla partecipazione del rev. Shuji Komagata e di alcuni membri del gruppo Somei Taiko oltre che a tutti gli allievi del Fudendaiko e a moltissimi fedeli e amici di Fudenji.
Il festival si è aperto con il concerto “Raga Piano” del pianista Fabrizio Ottaviucci.Il pensiero e la filosofia musicale dell’India, incentrata sulla ricerca di dimensioni interiori, e la ricerca espressiva cui ogni brano ha dato voce, hanno permesso ai presenti di incontrare una musica antica e moderna nello stesso momento, un susseguirsi di composizioni accorate,fatte di vitale passione ma anche profondamente sofferte, in un’atmosfera mistica, quasi magica.La serata è stata aperta dall’esibizione del giovane musicista Pietro Arthur Antonicelli.
Il giorno successivo, al tempio, si è tenuta una cerimonia commemorativa per tutti i defunti, seguita da un momento speciale dedicato al Rev. Thomas Shuichi Kurai (vedi qui gli estratti delle cerimonie). Nel parco, il festival è proseguito con taiko, musiche e danze popolari giapponesi, in un’atmosfera di festa e condivisione.
Nella giornata conclusiva si è esibita la Piccola Orchestra Zen, composta dai giovani del campeggio di Fudenji, diretti dal maestro Ottaviucci, con un repertorio che comprendeva John Cage, Philip Glass, Giacinto Scelsi oltre a improvvisazioni molto suggestive. Il gran finale si è svolto in Piazza Libertà a Salsomaggiore Terme con “La Grande Onda VI”, uno spettacolo di taiko, flauti e danze giapponesi, che ha chiuso il festival con un’esplosione di energia, bellezza e armonia.